Archivio mensile Gennaio 2019

DiElena Maria Atzori

Miele: oro per la nostra salute

Il miele è un prodotto naturale magnifico, l’alimento più adorato dal famoso orsacchiotto Winnie the Pooh, amato da grandi e piccini.

Questo meraviglioso nettare, considerato uno dei più antichi alimenti dell’umanità per millenni ha rappresentato l’unico alimento zuccherino concentrato disponibile. È un alimento che non necessita di conservanti ed è immediatamente assimilato dall’organismo umano.

La preziosità di questa sostanza zuccherina prodotta dall’Apis Mellifera non è ceramente una scoperta recente, anzi, è databile a circa 10.000 anni fa. In passato il miele era molto utilizzato in medicina per curare disturbi digestivi e per creare unguenti da applicare sulle ferite e sulle piaghe. Gli Egizi apprezzavano così tanto il miele da depositarlo nelle tombe dei faraoni in vasi ermeticamente chiusi, tant’è che quando sono stati aperti, più di 4.000 anni dopo, il miele si era perfettamente conservato e non aveva perso le sue proprietà organolettiche.  Il popolo romano utilizzava il miele come conservante alimentaredolcificante e per la preparazione di bevande alcoliche l’idromele. Nella medicina ayurvedica il miele è utilizzato per la sua azione purificante, afrodisiaca, dissetante, vermifuga, antitossica, regolatrice, refrigerante, stomachica, cosmetica, tonica, leggermente ipnotica e cicatrizzante.

I pregiati componenti nutritivi del miele

Il 70-80% della composizione del miele è rappresentata dagli zuccheri, in particolare da fruttosioglucosio. Il primo è lo zucchero il componente principale con un potere dolcificante superiore allo zucchero raffinato ed è un’ottima fonte di energia per l’organismo (anche se non bisogna esagerare!). Circa il restante 20% del miele è composto da acqua e tra lo 0,1 e l’1% da acidi organici importanti per il corretto funzionamento di molte funzioni fisiologiche e minerali(potassio, zolfo, sodio, calcio, fosforo, magnesio, silicio, ferro, rame e manganese, responsabili anche della colorazione del miele). In genere i mieli scuri sono più ricchi di sali minerali, mentre quelli chiari ne sono poveri. Nel miele troviamo anche piccole quantità di vitamine (alcune vitamine del gruppo B, vitamina C, D e E).

Caratteristiche che fanno la differenza

L’elenco non finisce qui: il miele ha la fama di essere un prodotto dalla lunghissima conservazionegrazie alla presenza di sostanze battericide (acido formico) e antibiotiche (germicidina). Ovviamente, affinché si conservi perfettamente necessita di qualche attenzione in quanto sono possibili alterazioni dovute a umidità, luce, calore.La temperatura influenza l’aroma e i principi nutritivi, quindi è meglio conservarlo al fresco(a temperature inferiori ai 20 °C) e tenerlo in recipienti scuri o al chiuso, lontano dalla luce diretta. Inoltre il miele è igroscopico, ossia assorbe l’umidità e gli odori dell’ambiente, ed è per questo che i contenitori dove viene conservato dovrebbero essere a chiusura ermetica.

Il colore dipende dalla presenza di pigmenti vegetali e varia in base alla specie botanica da cui deriva il nettare. Tra le sostanze “coloranti” ci sono carotenoidi, xantofille, flavonoidi, antociani mentre l’aroma del miele è dovuto a sostanze volatili come alcoli, aldeidi, chetoni, esteri, eteri e altre ancora.

Miele e salute dei più piccoli

I pediatri suggeriscono di non somministrare il miele ai bambini al di sotto dei 12 mesi di età per il rischio, anche se raro, di contaminazione da botulino. Infatti nel miele grezzo non pastorizzato possono essere presenti le spore del Clostridium Botulinum la cui tossina è responsabile di gravi danni neurologici fino all’insufficienza respiratoria.

Dopo il primo anno, però, il miele viene in soccorso nel trattamento della tosse, e può essere usato nel controllo della tosse notturna e nei disturbi del sonno a essa associati. D’altronde tutte le nonne ci insegnano che, per alleviare tosse e mal di gola, non c’è niente di meglio di una tazza di bevanda calda con un cucchiaino di miele. Rimedio fondato, grazie all’azione battericida del perossido di idrogeno presente in piccola parte nel miele.

Ma attenti a non generalizzare perché non tutti i mieli sono uguali e, per esempio, esistono mieli con una maggiore capacità antibatterica/disinfettante di altri. Il miele di Manuka, derivante da certe specie di Leptospermum presenti in Nuova Zelanda e Australia, e conosciute rispettivamente come Manuka e Mirto australiano, ha un’attività antibatterica che sembra derivare da un componente chiamato metilgliossale.

Effetti benefici per tutti

Va menzionato l’effetto benefico del miele su alcune ferite come ulcere gastriche, ulcere ai piedi di origine diabetica, ustioni e piaghe. Il miele è in grado inoltre di creare un ambiente umido adatto alla guarigione senza promuovere la proliferazione batterica.

Il miele è inoltre un ottimo coadiuvante nei casi di stipsi in quanto la forte concentrazione di fruttosio ha un blando potere lassativo. In particolare, il fruttosio ha un’azione osmotica provocando un afflusso di acqua nell’intestino che facilita l’evacuazione delle feci.

Complici la sua azione antinfiammatoria e antibatterica, il miele può essere utilizzato anche percontrastare la comparsa di brufoli e acne. Lo sa bene la casa cosmetica Nuxe che del miele ne sfrutta tutte le sue proprietà per detergenti, scrub e gommage ideali per eliminare le cellule morte.

Ma, nonostante le evidenti proprietà salutari del miele, non dimentichiamo che è un alimento e non un farmaco multifunzionale! Ben venga quindi l’utilizzo del miele in famiglia, via libera alla fantasia di mamma e papà per utilizzarlo come sostituto dello zucchero bianco raffinato in frullati, dolci e biscotti fatti in casa, ma la regola del buon senso resta sempre la padrona.

Dott.sa Elena Maria Atzori