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DiDott. Sebastiano Iannacchione

Colesterolo alto: quando e come intervenire.

Alti livelli di colesterolo sono ormai una problematica molto diffusa, facciamo allora un pò di chiarezza su cosa sia il colesterolo…

Alti livelli di colesterolo sono una di quelle problematiche con cui, nella società di oggi, spesso dobbiamo confrontarci, e che è assolutamente necessario contrastare per evitare malattie come ictus ed infarti.

Cerchiamo prima di tutto di fare chiarezza su cosa sia il colesterolo.

Si tratta di una delle sostanze prodotta del fegato, presente in tutte le cellule, dove riveste un ruolo fisiologico importante. E’ infatti il punto di partenza per la sintesi di molti ormoni, come pure della produzione di vitamina D, ed inoltre è un costituente di membrane cellulari e alcuni tessuti.

E’ quindi importante sottolineare che il colesterolo è fondamentale per l’organismo, ma certo non deve eccedere determinati valori.

Il valore normale di colesterolo totale nel sangue, quindi la somma di HDL ed LDL, dovrebbe essere inferiore a 200mg/dl, sopra questo valore il rischio cardiovascolare aumenta sensibilmente.

Ma cosa sono HDL e LDL?

Il colesterolo è ovviamente insolubile nel sangue, e quindi viene trasportato legandosi a due lipoproteine specifiche: le LDL e le HDL (Low e High Density Lipoprotein). Le prime, il cui valore ematico nella quotidianità viene chiamato colesterolo cattivo, distribuiscono il colesterolo a tutti gli organismi, le seconde invece, il cosiddetto colesterolo buono, rimuovono il colesterolo in eccesso riportandolo al fegato.

Il problema dell’eccesso di colesterolo nasce dal fatto che le LDL, quando superano una certa soglia, tendono a depositarsi sulle pareti interne delle arterie determinando aterosclerosi, ovvero l’irrigidimento e il restringimento dei vasi.

Il colesterolo alto

L’ipercolesterolemia, è legata nella maggior parte dei casi ad abitudini alimentari e stile di vita sbagliati. Quindi ancora una volta ci tocca ribadire che la prevenzione dobbiamo farla facendo attenzione a cosa mangiamo e come viviamo, cercando sempre di introdurre un minimo di attività fisica per non rendere troppo sedentaria la nostra vita. Per quanto riguarda l’aspetto alimentare bisognerebbe limitare i grassi, e cercare anche di sostituire quelli saturi (burro, formaggio, insaccati) con quelli insaturi (con pesce ed olio d’oliva ad esempio). Sono da ridurre anche l’assunzione di dolci, alcool ed fumo. Attenzione: limitare il consumo non vuol dire demonizzare i grassi, anche questi hanno la loro importanza, come abbiamo visto per il colesterolo, e non possono mancare in una dieta bilanciata. Si più concludere che i nutrienti vanno assunti tutti, ma sempre nelle giuste quantità.

L’uso di farmaci e integratori nel trattamento del colesterolo

Non sempre però è sufficiente controllare l’alimentazione per abbassare il colesterolo, soprattutto quando i valori sono abbondantemente sopra la norma, anche perché ci sono delle condizioni di ipercolesterolemia non legate ad un fattore alimentare.

In questi casi bisogna quindi intervenire in altro modo. Ovviamente quando il livello, e conseguentemente il rischio, è troppo alto bisogna ricorrere al medico che se lo riterrà necessario prescriverà un’opportuna terapia farmacologica. Solo una piccola nota riguardo la classe di farmaci più utilizzata nel trattamento delle ipercolesterolemie. Uno degli effetti collaterali caratteristici di questi farmaci è l’insorgenza di crampi, generalmente dopo qualche tempo dall’inzio del trattamento.

Questo problema pare esser legato alla diminuzione della concentrazione plasmatica di coenzima Q10, quindi associare l’assunzione di questa sostanza al trattamento delle statine può aiutare a prevenire o a far recedere questi effetti collaterali.

Quando il livello di colesterolo non è però particolarmente alto si può intervenire anche in maniera più blanda utilizzando degli integratori. Se da una parte recenti studi hanno evidenziato che l’Omega 3 non ha effetti sulla riduzione dei livelli di colesterolo (che resta invece efficace nel controllo dei trigliceridi), resta ancora piuttosto utilizzata la Monacolina K, una fitostatina contenuta nel riso rosso fermentato. Anche l’EFSA (autorità europea per la sicurezza alimentare) ha sancito che l’assunzione di 10mg al giorno di questa sostanza, sempre possibilmente in associazione con Coenzima Q10 mi sento di aggiungere proprio per quanto detto prima, ha una buona efficacia nel mantenere normali i livelli di colesterolo.

Dott. Sebastiano Iannacchione